Rilancio delle imprese nel cratere

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Il rilancio delle imprese del cratere del sisma 2016 è il tema principale di un avviso che punta a riportare investimenti e attività economiche. I dettagli.

Come funziona il rilancio delle imprese nel cratere del terremoto.
Regione Marche – rilancio delle imprese nel cratere

Quando si parla della ripartenza dei territori colpiti dal terremoto, spesso si pensa prima di tutto a cantieri, immobili e ricostruzione materiale.

In realtà, la tenuta di un’area passa anche dalla sua capacità di conservare lavoro, attirare investimenti e rimettere in moto attività economiche che generano servizi, presidio del territorio e prospettive di medio periodo.

L’avviso pubblicato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche si inserisce proprio in questa logica:

guarda anche al rafforzamento di imprese già esistenti,

alla rilocalizzazione di iniziative imprenditoriali e allo sviluppo di un’imprenditorialità locale più solida.

La misura si presenta come uno strumento per dare una direzione concreta alla ripresa del tessuto produttivo del cratere sisma 2016, con una riserva specifica a favore dei comuni maggiormente colpiti.

Continuate a leggere qui sotto per sapere come accedervi, altrimenti cliccate qui per vedere come funziona il Bando ISI INAIL.

Rilancio delle imprese del cratere – territori e beneficiari

L’avviso si muove dentro un perimetro molto chiaro.

L’obiettivo generale consiste nel sostenere la ripresa economica e lo sviluppo del tessuto produttivo dei territori del cratere sismico attraverso contributi destinati a

imprese che realizzano investimenti produttivi con sede operativa nei comuni individuati dal bando.

La misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese già costituite alla data di presentazione della domanda, sia in forma individuale sia societaria, comprese le cooperative.

Dentro questa platea rientrano sia le imprese già avviate sia quelle di nuova costruzione, cioè costituite da meno di 12 mesi al momento della domanda.

Sul piano dei settori interessati, il testo richiama

manifattura, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, turismo, sport, ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande, commercio di vicinato ed e-commerce.

A questo si aggiunge un’attenzione esplicita allo sviluppo dell’imprenditorialità locale, in particolare quella ricettiva, turistica, ristorativa e legata alla somministrazione.

Investimenti e spese ammissibili

Il testo ammette

interventi rivolti all’avvio, all’ampliamento della capacità produttiva, all’ammodernamento, all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale, alla diversificazione dell’offerta e all’integrazione a monte o a valle del processo produttivo.

Anche la cornice economica è netta: il programma di investimento deve prevedere spese ammissibili

comprese tra 30.000 e 400.000€, al netto dell’IVA.

Il contributo arriva sotto forma di fondo perduto e può coprire fino al 70% dell’investimento agevolabile, con un importo massimo concedibile di 280.000€.

Il testo aggiunge poi alcune specificazioni utili: tra le spese sugli immobili trovano spazio anche ristrutturazione e manutenzione straordinaria, compresi gli impianti generali di servizio.

Tra le spese per beni strumentali possono rientrare, a determinate condizioni, anche strutture mobili, prefabbricati e persino mezzi di trasporto, purché risultino strettamente necessari e coerenti con il ciclo produttivo o con l’erogazione dei servizi.

Allo stesso tempo, il bando mette paletti precisi: le spese relative a locali e opere murarie non possono superare il 50% dell’investimento ammissibile.

Tempi, domanda telematica e graduatoria

Uno degli aspetti più importanti riguarda la procedura. Ogni impresa può presentare una sola domanda e ogni domanda deve riferirsi a un solo programma di investimento.

Il progetto, inoltre, deve partire dopo la presentazione dell’istanza: il bando considera avvio dell’investimento la data del primo titolo di spesa dichiarato ammissibile.

Anche i tempi di realizzazione risultano ben scanditi, perché il programma deve concludersi entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione.

L’impresa può chiedere una proroga, ma non oltre 6 mesi e solo prima della scadenza del termine ordinario.

L’istanza si presenta solo in via telematica, attraverso la piattaforma SIGEF, e l’accesso richiede credenziali certificate come SPID, CIE o CNS.

Per risultare ammissibili, le progettualità devono ottenere almeno 48 punti, esclusi i punteggi premiali. Solo dopo questa fase prende forma la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, pubblicata sul sito istituzionale.

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