La Nuova Sabatini sostiene le imprese che vogliono investire in nuovi beni strumentali. Una misura per modernizzare l’attività e affrontare il mercato con strumenti più competitivi. I dettagli.

Gli investimenti aziendali sono spesso necessari, ma non sempre semplici da sostenere.
Macchinari da sostituire, attrezzature da aggiornare, software da integrare, tecnologie digitali da introdurre: ogni scelta può migliorare l’efficienza dell’impresa, ma richiede programmazione e risorse.
In questo contesto si inserisce la Nuova Sabatini, l’agevolazione promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per accompagnare le micro, piccole e medie imprese nei percorsi di crescita.
Si tratta di uno strumento pensato per favorire l’accesso al credito, rafforzare la competitività e sostenere la trasformazione digitale ed ecologica del sistema produttivo.
La misura interessa diversi tipi di investimento: dai beni strumentali ordinari agli investimenti 4.0, fino agli acquisti green, cioè legati a beni a basso impatto ambientale.
Proprio per questo può rappresentare un’opportunità concreta per le aziende che intendono rinnovarsi senza lasciare l’intero peso economico dell’operazione sulle proprie spalle.
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Nuova Sabatini: chi può accedere all’agevolazione
La Nuova Sabatini si rivolge alle micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese.
Possono accedere alla misura le aziende con sede legale in Italia oppure con sede in uno Stato membro e unità locale sul territorio nazionale.
Sono ammesse le imprese operanti nella maggior parte dei settori produttivi, con esclusione del comparto finanziario e assicurativo.
Restano inoltre fuori le imprese in liquidazione, quelle sottoposte a procedure concorsuali o considerate “in difficoltà”.
L’obiettivo è sostenere realtà imprenditoriali operative, solide e pronte a investire in beni realmente collegati alla propria attività.
La misura, quindi, finanzia investimenti capaci di incidere concretamente sull’organizzazione e sul processo produttivo.
Quali investimenti sono ammessi
Con la Nuova Sabatini le imprese possono acquistare o acquisire in leasing
- macchinari,
- impianti,
- attrezzature,
- hardware,
- software,
- tecnologie digitali,
- altri beni strumentali destinati all’attività produttiva.
I beni devono essere nuovi di fabbrica, funzionali all’attività svolta e dotati di autonomia funzionale.
Sono ammessi anche gli investimenti 4.0 e quelli green, pensati rispettivamente per favorire la digitalizzazione e la sostenibilità dei processi aziendali.
X Non rientrano invece nell’agevolazione i beni usati o rigenerati, le consulenze, la formazione del personale, le spese pubblicitarie, le utenze, le imposte, gli immobili, i terreni e gli acquisti non strettamente collegati al processo produttivo.
Per gli investimenti green, inoltre, è necessario poter dimostrare il possesso di specifiche certificazioni ambientali di processo o di prodotto.
Contributo, finanziamento e domanda
Il funzionamento della Nuova Sabatini ruota attorno a un finanziamento concesso da una banca o da un intermediario finanziario.
Il finanziamento può essere assistito dal Fondo di garanzia per le PMI, deve avere una durata massima di 5 anni e un importo compreso tra 20.000€ e 4 milioni€.
A fronte del finanziamento, il Ministero riconosce un contributo in conto impianti calcolato in modo convenzionale sugli interessi.
Il tasso è pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti 4.0 e green.
La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma dedicata, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Dopo la cessione, il contributo viene erogato in quote annuali, secondo il piano previsto dal provvedimento.
Per le imprese che stanno valutando nuovi investimenti, la Nuova Sabatini può quindi diventare uno strumento strategico.




