Con l’Iperammortamento 2026 si apre la fase operativa per le imprese che vogliono investire in tecnologia ed energia rinnovabile. I dettagli.

Dopo la fase di attesa, l’Iperammortamento entra nel vivo. La misura era già stata annunciata come uno strumento pensato per accompagnare le imprese verso investimenti più moderni, efficienti e sostenibili.
Ora, però, si passa dalla teoria alla pratica:
le imprese interessate possono iniziare a trasmettere le comunicazioni necessarie per accedere al beneficio.
L’agevolazione, come ben sapete, non prevede un contributo diretto, ma una maggiorazione del costo dei beni acquistati ai fini fiscali.
In sostanza, gli investimenti agevolabili possono pesare di più nel calcolo degli ammortamenti, generando un risparmio sulle imposte.
Chi investe in beni strumentali nuovi, innovazione digitale o autoproduzione di energia da fonti rinnovabili può ottenere un vantaggio fiscale.
Per le imprese che stavano programmando investimenti, questo è il momento di verificare requisiti, documentazione e tempi di invio, perché l’accesso al beneficio richiede una gestione ordinata fin dal primo passaggio.
Continuate a leggere qui sotto per capire come accedervi, altrimenti, cliccando qui potete scoprire un’altra agevolazione per i beni strumentali, cioè la Nuova Sabatini.
Iperammortamento 2026: domande sul portale GSE
Le comunicazioni devono essere trasmesse tramite il portale GSE.
La procedura prevede tra passaggi principali:
- comunicazione preventiva,
- comunicazione di conferma,
- comunicazione di completamento.
Si tratta, quindi, di un percorso da seguire con attenzione.
La prima comunicazione serve a indicare gli investimenti previsti, gli importi e le informazioni sui beni.
La comunicazione di conferma, invece, dimostra l’effettivo avvio dell’investimento e richiede, tra le altre cose, il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di ciascun bene.
Infine, con la comunicazione di completamento si chiude la procedura, una volta conclusi gli investimenti e verificata l’interconnessione dei beni o l’entrata in esercizio degli impianti.
Guida operativa e investimenti ammessi
Gli investimenti agevolabili riguardano soprattutto due ambiti:
beni strumentali nuovi destinati alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi e
impianti o beni finalizzati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.
Possono accedere alla misura le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti esteri, a prescindere da dimensione, settore o forma giuridica.
Gli investimenti, però, devono essere destinati a strutture produttive presenti sul territorio nazionale e devono rispettare i requisiti tecnici previsti.
Attenzione alla documentazione
Il beneficio può essere rilevante, ma non è automatico.
Oltre all’invio delle comunicazioni, servono documenti precisi a supporto dell’investimento.
Tra questi rientrano la perizia tecnica asseverata, o l’attestazione di conformità, per dimostrare le caratteristiche dei beni e l’interconnessione, e la certificazione contabile rilasciata da un revisore legale, necessaria per attestare le spese sostenute.
L’Iperammortamento rappresenta un’opportunità per le imprese che vogliono investire, ma va gestito con metodo.
Prima di procedere, è utile verificare se i beni rientrano tra quelli agevolabili, se i tempi sono compatibili con la misura e se la documentazione è completa.
Ora che la procedura è aperta, non resta che pianificare gli investimenti.




