Il fotovoltaico in agricoltura rappresenta una delle opportunità più concrete per ridurre i costi energetici delle aziende agricole e grazie ai nuovi contributi pubblici può diventare una scelta strategica. I dettagli.

Negli ultimi anni il tema dell’energia è diventato strategico anche per il mondo agricolo. Le imprese del settore primario, infatti, sono sempre più esposte alle oscillazioni dei prezzi energetici e alla necessità di rendere sostenibili i propri processi produttivi.
In questo scenario, l’autoproduzione di energia rappresenta una leva fondamentale sia per contenere i costi sia per migliorare la competitività delle aziende agricole e agroindustriali.
Proprio per sostenere questo percorso di transizione energetica, il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza ha introdotto una misura specifica dedicata ala comparto agroalimentare.
Si tratta della Facility Parco Agrisolare, uno strumento pensato per favorire l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici agricoli e industriali, evitando così il consumo di nuovo suolo destinato alle coltivazioni.
Il nuovo avviso pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura prevede una dotazione complessiva di 789 milioni di euro, destinati a finanziare progetti di produzione di energia rinnovabile nelle imprese del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale.
La misura si inserisce in una strategia più ampia che mira a rafforzare la resilienza energetica delle imprese agricole, promuovere l’efficienza energetica e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNRR.
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Fotovoltaico in agricoltura: chi può accedere ai contributi
Il programma è rivolto a una platea piuttosto ampia di operatori della filiera agroalimentare.
Possono presentare domanda
- gli imprenditori agricoli, sia in forma individuale sia societaria;
- le imprese agroindustriali;
- le cooperative agricole;
- i consorzi che operano ne settore primario.
Sono inoltre ammesse forme di aggregazione tra imprese, come reti d’impresa, raggruppamenti temporanei e comunità energetiche rinnovabili.
L’obiettivo è favorire la diffusione degli investimenti energetici lunga tutta la filiera produttiva, coinvolgendo sia le aziende più strutturate sia le realtà di dimensioni più contenute.
Contributi e investimenti finanziabili
La misura prevede contributi a fondo perduto, con intensità variabile a seconda del tipo di attività e della dimensione dell’impianto. In alcune situazioni, soprattutto per la produzione agricola primaria, il contributo può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili.
Le percentuali di agevolazione cambiano invece per le attività di trasformazione dei prodotti agricoli o per gli impianti di maggiore potenza.
Sono inoltre previste maggiorazioni per le piccole e medie imprese e per gli investimenti realizzati in determinate aree territoriali.
Un elemento centrale della misura riguarda la tipologia di interventi finanziabili.
Il sostegno è destinato principalmente alla realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici produttivi, come stalle, magazzini, cantine o capannoni utilizzati per l’attività agricola.
Questo approccio consente di produrre energia rinnovabile senza sottrarre terreno alle coltivazioni, un principio che rappresenta uno degli obiettivi principali della misura.
Tra le spese ammissibili rientrano non solo l’installazione dei pannelli fotovoltaici, ma anche interventi collegati alla copertura degli edifici produttivi.
In alcuni casi possono essere finanziate anche opere di miglioramento strutturale, come la bonifica di coperture in amianto o l’installazione di sistemi di accumulo energetico.
Questi interventi contribuiscono non solo alla produzione di energia rinnovabile, ma anche alla modernizzazione del patrimonio edilizio agricolo e alla riduzione dei costi energetici delle imprese.
Come presentare la domanda
Le richieste di accesso agli incentivi devono essere presentate esclusivamente tramite il portale informatico del GSE, che svolge il ruolo di soggetto attuatore della misura.
La procedura è gestita con modalità a sportello: le domande vengono valutate in ordine cronologico fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
La finestra temporale per l’invio delle domande è aperta
fino al 9 aprile 2026.
Una volta ottenuto il finanziamento, i progetti devono essere realizzati entro 18 mesi e successivamente rendicontati secondo le modalità previste dal regolamento operativo.
Nel complesso, la misura rappresenta uno degli strumenti più significativi per sostenere la transizione energetica del comparto agricolo.
Investire nel fotovoltaico in agricoltura significa infatti ridurre i costi energetici, aumentare l’autonomia produttiva delle aziende e contribuire agli obiettivi di sostenibilità ambientale del sistema agroalimentare.





