Bando Cammini – Regione Marche

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Il bando Cammini della Regione Marche punta a rafforzare il turismo lento e sostenibile, sostenendo investimenti e servizi dedicati ai percorsi e agli itinerari del territorio. I dettagli.

Cosa offre il Bando Cammini?
Turismo Marche – bando Cammini

Il turismo dei cammini non è più una nicchia.

Negli ultimi anni è diventato una leva strategica per lo sviluppo locale, capace di coniugare valorizzazione del territorio, sostenibilità e nuove opportunità economiche per le imprese.

I viaggiatori cercano esperienze autentiche, ritmi lenti, servizi di qualità e una narrazione coerente dei luoghi attraversati.

In questo scenario si colloca il bando Cammini promosso dalla Regione Marche, uno strumento pensato per

accompagnare le imprese che operano lungo i percorsi riconosciuti,

sostenendo investimenti mirati e progetti capaci di migliorare l’offerta turistica complessiva.

Il bando non si limita a finanziare interventi materiali, ma guarda anche alla qualità dei servizi, all’organizzazione dell’accoglienza e alla capacità di attrarre e intercettare i flussi turistici.

La misura si articola in due avvisi, Avviso A e Avviso B, costruiti su una struttura molto simile ma calibrati su dimensioni di progetto diverse.

Un’importazione che consente di rispondere sia alle esigenze di realtà già strutturate, sia a quelle di operatori che intendono avviare o rafforzare attività più contenute, ma comunque strategiche per il territorio.

Continuate a leggere qui sotto per conoscere tutti i dettagli sul bando, altrimenti, se volete sapere come funziona il Mutuo Light 2.0 per le associazioni sportive, cliccate qui.

Bando Cammini: finalità e ambiti di intervento

Il bando Cammini nasce con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e il consolidamento dell’offerta turistica lungo i percorsi e gli itinerari delle Marche. L’intento è quello di rendere i cammini sempre più accessibili, attrattivi e organizzati, favorendo una rete di servizi in grado di accompagnare il viaggiatore lungo tutto il percorso.

Gli interventi finanziabili riguardano sia aspetti strutturali sia elementi immateriali, purché

strettamente collegati all’attività svolta e alla fruizione turistica dei cammini.

Il focus è sulla qualità dell’esperienza: accoglienza, servizi, organizzazione e capacità di raccontare il territorio diventano elementi centrali del progetto.

Il bando si rivolge a imprese che operano, o intendono operare, lungo i cammini riconosciuti, con progetti coerenti con il principio del turismo lento, sostenibile e integrato.

In questa cornice, l’Avviso A e l’Avviso B condividono la stessa visione di fondo, ma differiscono per intensità dell’aiuto e dimensione economica degli investimenti.

Avviso A e Avviso B a confronto

La distinzione principale all’interno del bando Cammini riguarda la tipologia di agevolazione e l’importo massimo dell’investimento finanziabile.

Avviso A

Prevede un contributo a fondo perduto pari al

70% delle spese ammissibili, con un investimento massimo finanziabile fino a 120.000€.

Questa misura è pensata per progetti di maggiore consistenza, che prevedono interventi articolati e una visione strutturata dello sviluppo dell’attività lungo i cammini.

Avviso B

Adotta una modalità più snella attraverso l’erogazione di voucher. In questo caso l’agevolazione può arrivare

fino a 18.000€, coprendo il 90% dell’investimento,

con un tetto massimo di spesa pari a 20.000€.

Si tratta di una misura più agile, pensata per sostenere iniziative di dimensioni ridotte ma comunque funzionali al miglioramento dell’offerta turistica.

Entrambe le misure mantengono un impianto simile e una finalità comune:

rafforzare il sistema dei cammini, migliorando servizi e competitività delle imprese coinvolte.

Il valore strategico del marketing turistico

Un elemento distintivo rilevante del bando Cammini riguarda il contenuto dei progetti finanziati tramite Avviso A. In questa misura è infatti obbligatoria prevedere consulenze dedicate al marketing turistico, per un importo compreso tra 5.000e e 10.00€.

La scelta non è casuale. La Regione punta a progetti che non si limitino all’investimento strutturale, ma che siano

accompagnati da una strategia di promozione e posizionamento dell’offerta.

Comunicazione, visibilità, narrazione del territorio e capacità di intercettare i flussi turistici

diventano parte integrante del progetto finanziato.

Nell’Avviso B questo obbligo NON è previsto, lasciando maggiore flessibilità nella costruzione dell’intervento.

Come e quando fare domanda?

Sul portale SIGEF entro il 25 aprile 2026

Tuttavia, anche in questo caso, l’obiettivo rimane quello di migliorare la qualità e l’attrattività dei servizi legati ai cammini, favorendo una crescita coerente con il turismo lento e sostenibile.

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