Controlli fiscali

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Tornano i controlli fiscali sulle partite IVA, infatti l’Agenzia delle Entrate sta inviando nuove comunicazioni per segnalare possibili errori sugli aiuti di Stato dichiarati. I dettagli.

Che controlli fiscali sta facendo l'Agenzia delle Entrate?
Controlli fiscali sugli aiuti di Stato

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova attività di compliance rivolta ai titolari di partita IVA che, nelle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2022, hanno indicato dati non corretti o incompleti sugli aiuti di Stato e sugli aiuti “de minimis”.

Il punto centrale riguarda il prospetto “Aiuti di Stato” presente nei modelli Redditi, IRAP e 770.

In alcuni casi, le informazioni trasmesse non hanno consentito la corretta registrazione degli aiuti nei registri ufficiali.

Si tratta di un passaggio importante perché l’iscrizione nei registri rappresenta uno degli elementi necessari per il corretto monitoraggio delle agevolazioni ricevute.

Quando i dati non coincidono o non sono sufficienti, il Fisco può inviare una comunicazione al contribuente per segnalare l’anomalia e permettere una regolarizzazione spontanea.

L’obiettivo, quindi, non è soltanto quello di controllare, ma anche di offrire la possibilità di intervenire in tempo.

Per sapere come comportarsi in questi casi continuate a leggere qui sotto, altrimenti se volete informazioni sulla Carta Cultura Giovani e sulla Carta del Merito, cliccate qui.

Controlli fiscali: chi riceverà la comunicazione

Le nuove comunicazioni riguardano i contribuenti titolari di partita IVA che hanno beneficiato di aiuti di Stato o agevolazioni in regime “de minimis” e che hanno indicato tali benefici nelle dichiarazioni fiscali relative al 2022.

Il problema nasce quanto i dati riportati in dichiarazione non permettono l’iscrizione corretta degli aiuti nei registri previsti.

Le anomalie possono dipendere da errori nei campi compilati, da informazioni incoerenti o dall’utilizzo di codici non adeguati rispetto alla tipologia di agevolazione ricevuta.

Le lettere saranno inviate tramite PEC al domicilio digitale del contribuente e saranno anche disponibili nel Cassetto fiscale, nella sezione “L’Agenzia scrive”.

All’interno della comunicazione saranno indicati i dati del contribuente, gli estremi delle dichiarazioni interessate e l’elenco degli aiuti per i quali non è stata possibile la registrazione.

In questo modo, il contribuente o il suo intermediario potranno verificare il contenuto della segnalazione e valutare come procedere.

Quali errori possono emergere

Gli errori possono riguardare diversi elementi del prospetto “Aiuti di Stato”. Tra i casi più frequenti rientrano dati non corretti

  • sul codice ATECO,
  • sul settore di attività,
  • sulla dimensione dell’impresa,
  • sulla Regione,
  • sulla tipologia dei costi,
  • sul codice dell’aiuto indicato.

Un’attenzione particolare va riservata al codice “999” in quanto ha una funzione residuale e può essere utilizzato solo in situazioni specifiche (ad esempio per aiuti fiscali concessi da altre Amministrazioni o per benefici non qualificabili come aiuti di Stato).

In questo caso, sarà necessario presentare una dichiarazione integrativa per sostituire il codice errato con quello corretto.

La dichiarazione integrativa consente di correggere i dati e, quando l’anomalia dipende da un errore di compilazione, permette la successiva iscrizione dell’aiuto nei registri competenti.

Come regolarizzare la posizione

Quando la comunicazione segnala un errore formale o un’incongruenza nei dati, il contribuente può intervenire presentando una dichiarazione integrativa con le informazioni corrette.

Se invece la mancata registrazione non dipende da una semplice svista, la situazione può richiedere un passaggio ulteriore. In alcuni casi, infatti, la regolarizzazione può comportare anche

la restituzione dell’aiuto ricevuto, insieme agli interessi.

Sul piano sanzionatorio, gli errori di compilazione possono comportare una sanzione da 250 a 2.000€.

Tuttavia, attraverso il ravvedimento operoso, è possibile ridurre l’importo dovuto, a condizione che il contribuente intervenga spontaneamente e nei tempi previsti.

Per questo motivo, una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate non dovrebbe mai essere ignorata. Non sempre significa che ci sia un problema grave, ma segnala comunque la necessità di fare una verifica puntuale.

Il nostro consiglio è molto semplice: controllare la PEC, accedere al Cassetto fiscale e analizzare con attenzione i dati indicati nella comunicazione.

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