Il bonus nuovi nati al via per le famiglie che hanno accolto o accoglieranno un figlio nel 2026. Tempi, requisiti e ISEE da controllare con attenzione. I dettagli.

Il 2026 porta con sé una misura pensata per sostenere le famiglie nel momento dell’arrivo di un figlio.
Si tratta del bonus nuovi nati, un contributo una tantum da 1.000€ riconosciuto per ogni bambino nato, adottato o entrato in affidamento preadottivo nel corso dell’anno.
Per ottenere il bonus occorre rispettare alcune condizioni precise.
Bisogna verificare l’ISEE corretto, controllare i requisiti di residenza, rispettare i tempi di presentazione e inserire correttamente i dati del minore nella documentazione familiare.
Sono passaggi che, se trascurati, possono rallentare l’iter o portare al rigetto della domanda.
Le tempistiche?
Per le nascite già avvenute prima dell’apertura della piattaforma INPS, la prima scadenza utile cade il 12 agosto 2026. Per quelle successive, invece, il termine decorre dalla data dell’evento.
In ogni caso muoversi per tempo resta la scelta più prudente, anche perché le domande vengono gestite secondo l’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse disponibili.
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Bonus nuovi nati – chi può accedere al contributo
Il bonus nuovi nati 2026 prevede un contributo di 1.000€ per ogni figlio nato, adottato o accolto in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
La misura riguarda quindi non solo le nuove nascite, ma anche alcune situazioni legate all’ingresso di un minore nel nucleo familiare.
Possono richiederlo
- i cittadini italiani,
- i cittadini dell’Unione europea,
- i familiari extracomunitari di cittadini UE con carta di soggiorno,
- i cittadini non UE con permesso di soggiorno di durata almeno annuale,
- apolidi, rifugiati e titolari di protezione internazionale.
Il requisito della residenza ha un peso importante:
il richiedente deve risiedere in Italia in modo continuativo dalla data della nascita, dell’adozione o dell’ingresso del minore in famiglia fino al momento della domanda.
Sul piano economico, invece, serve un ISEE non superiore a 40.000€. Non si tratta però di un ISEE qualsiasi: per questa prestazione occorre fare riferimento all’ISEE previsto per le prestazioni rivolte ai minorenni e alle famiglie.
Inoltre, ai fini del calcolo, rilevano regole specifiche legate agli importi percepiti a titolo di Assegno Unico Universale. Proprio per questo, prima di inviare la richiesta, conviene verificare che la DSU sia aggiornata e che il figlio risulti correttamente inserito nel nucleo.
Domanda entro 120 giorni
La domanda per il bonus nuovi nati può essere presentata da uno solo dei genitori.
Importante: se i genitori non convivono, la richiesta deve arrivare dal genitore che vive con il figlio, in quanto si guarda alla composizione effettiva nel nucleo familiare.
La regola generale prevede un termine di 120 giorni dalla nascita, dall’ingresso del minore in famiglia o dalla trascrizione dell’adozione internazionale nei registri dello stato civile.
Superato questo termine, si perde il diritto al beneficio.
Per gli eventi avvenuti prima dell’apertura ufficiale del servizio, il conteggio dei 120 giorni parte dal 14 aprile 2026. Di conseguenza, la prima data da rispettare è il 12 agosto 2026.
Per i bambini nati o adottati dopo l’apertura della piattaforma, invece, il termine decorre dal giorno della nascita o dell’adozione.
La richiesta può essere trasmessa tramite il portale INPS, utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS.
Controlli, ISEE, e aspetti fiscali
Il bonus non viene tassato.
L’importo di 1.000€ non concorre alla formazione del reddito complessivo e non incide su detrazioni, deduzioni o altre soglie reddituali.
La parte più delicata resta quella documentale. Prima di procedere, occorre controllare la validità della DSU e la correttezza dell’ISEE utilizzato.
Un dato incompleto, un nucleo non aggiornato o una situazione familiare non rappresentata correttamente possono creare problemi nella fase di istruttoria.
Attenzione anche ai cittadini non UE con permesso di soggiorno in fase di rinnovo. In questi casi, la situazione va dichiarata correttamente e occorre indicare anche gli estremi della ricevuta di rinnovo, così da dimostrare la continuità del titolo.





