La fiscalità degli ETS – le novità

Indice dei contenuti

La fiscalità degli ETS entra in una fase decisiva. Una bozza di circolare apre il confronto e anticipa regole che cambieranno la loro gestione. I dettagli

Cosa cambia nella fiscalità degli ETS?
Nuova fiscalità ETS: circolare in bozza

Negli ultimi anni il Terzo Settore ha vissuto una lunga fase di transizione, fatta di riforme annunciate, applicazioni parziali e numerosi dubbi interpretativi.

La riforma fiscali prevista dal Codice del Terzo Settore ha disegnato un sistema più moderno e coerente, ma ha richiesto tempo per diventare pienamente operativa.

In questo contesto si inserisce la bozza di circolare pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, dedicata alla disciplina fiscale degli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore.

Il documento, sottoposto a consultazione pubblica fino al 23 gennaio 2026, nasce con un obiettivo chiaro:

accompagnare gli enti e i professionisti verso l’applicazione concreta delle nuove regole,

prima della loro entrata a regime.

Non si tratta solo di chiarimenti tecnici. La circolare rappresenta un passaggio importante perché consente a chi opera quotidianamente nel non profit di contribuire attivamente alla definizione delle istruzioni operative, segnalando criticità e proponendo soluzioni.

Continuate a leggere per sapere di cosa si tratta e cosa si può fare, altrimenti se volete sapere come è possibile assistere un familiare senza perdere il lavoro con il congedo straordinario, cliccate qui.

La fiscalità degli ETS – i criteri di non commercialità

Uno dei punti centrali riguarda la qualificazione delle attività svolte dagli enti.

La nuova fiscalità degli ETS introduce

criteri più oggettivi per distinguere

ciò che è non commerciale da ciò che rientra nell’ambito imponibile ai fini IRES.

Il riferimento è al principio di marginalità economica previsto dall’articolo 79 del Codice:

un’attività mantiene natura non commerciale quando i ricavi restano entro determinate soglie

rispetto ai costi.

Questo approccio riduce l’area grigia che in passato ha generato interpretazioni difformi e contenziosi, offrendo agli enti una base più solida per programmare le proprie attività.

Superamento dei vecchi regimi

Da quest’anno si chiude definitivamente la stagione della legge 398/1991 per gli ETS iscritti al RUNTS.

Al suo posto entrano in gioco nuovi regimi forfettari e semplificati, previsti dagli articoli 80 e 86 del Codice, con logiche e limiti diversi rispetto al passato.

Il cambiamento richiede un

ripensamento dell’organizzazione contabile e gestionale,

soprattutto per le realtà più piccole, che dovranno verificare attentamente requisiti, soglie di ricavo e modalità di determinazione del reddito.

RUNTS e agevolazioni mirate

Il sistema ruota attorno all’iscrizione al RUNTS, che diventa il vero baricentro dell’accesso ai benefici fiscali. Senza iscrizione, le agevolazioni previste dalla riforma non trovano applicazione.

La disciplina dedica inoltre un’attenzione specifica alle imprese sociali, prevedendo l’esenzione degli utili reinvestiti nella missione, e ridefinisce il trattamento fiscale delle attività mutualistiche svolte da APS e ODV nei confronti dei soci, a determinate condizioni.

Cosa si può fare subito?

Entro il 23 gennaio 2026 si possono inviare osservazioni e proposte di modifica/integrazione all’indirizzo dc.pfaenc@agenziaentrate.it.

Al termine della consultazione, l’Agenzia potrà pubblicare gran parte dei commenti ricevuti, salvo richiesta espressa di riservatezza sui contenuti.

In parallelo conviene attivare un mini-piano di lavoro: verifica iscrizione RUNTS e requisiti, revisione delle attività (commerciali/non commerciali), simulazione impatti del passaggio della 398 ai regimi del Codice, e allineamento di contabilità e rendicontazione.

Facebook
Twitter
LinkedIn

Orari Studio

Lunedì – Venerdì 9,00 /19:30

Per Appuntamenti

Ultimi Post

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn

Autore dell'articolo